Comune di Vedano al Lambro

BILANCIO DI PREVISIONE
ESERCIZIO FINANZIARIO 2006
RELAZIONE DEL SINDACO
Prima di iniziare l’elaborazione del
bilancio di previsione 2006 in Giunta ci siamo posti la domanda
se dovevamo preparare un bilancio di ordinaria amministrazione
o un bilancio che rifletta la volontà di proseguire nel
progetto di sviluppo del nostro paese che ormai da quasi dieci
anni stiamo realizzando.
Non abbiamo avuto dubbi nello scegliere la seconda ipotesi perché non
vogliamo che i cittadini vedanesi debbano subire le conseguenze di
un anno di stop alle attività più qualificanti dell’Amministrazione.
Eccovi quindi un bilancio pieno di contenuti e delle relazioni che in sintesi desiderano informarvi delle iniziative e dei progetti che intendiamo realizzare nel 2006.
Purtroppo, come ormai succede da alcuni anni, non si può prescindere
da quanto prescrive la Legge Finanziaria 2006, che dà un ulteriore
duro colpo all’autonomia e alla finanza degli Enti Locali.
Ormai abbiamo toccato il fondo; non era mai accaduto che la manovra
imponesse un tetto negativo sulle spese correnti, calcolato addirittura
sul consuntivo del 2004.
Consideriamo poi che la diminuzione del 6,7% incide sul alcune voci anche del 20% perché ci sono spese incomprimibili come per esempio i mutui, la pulizia delle strade, le quote associative ai consorzi, le assicurazioni, lo sgombero neve, la manutenzione degli ascensori e le utenze, che anzi è previsto che aumentino; mi riferisco ad esempio all’illuminazione pubblica o al riscaldamento nelle scuole.
Si afferma inoltre che il personale e la spesa sociale sono esclusi
dal provvedimento; non è vero, anche queste due voci non sono
esenti da tagli.
Per il personale è prevista una diminuzione dell’1%
rispetto al 2004, dimenticando il rinnovo del contratto dei lavoratori
del comparto pubblico e la difficoltà di rispettare questo
vincolo per i piccoli Comuni come il nostro.
Per la spesa sociale non si può affermare che non verrà toccata;
intanto è già stata dimezzata nel 2005 mancando all’appello
520 milioni di euro previsti e poi è evidente una sua interpretazione
riduttiva di chi non conosce la realtà degli Enti Locali:
la finanziaria dimentica le mense scolastiche, le cedole librarie,
la gestione delle case di edilizia pubblica.
Par di capire che si preferisce imporre tagli a queste voci piuttosto
che colpire le rendite finanziarie e le plusvalenze immobiliari.
Io credo che tutti i livelli istituzionali dello Stato debbano contribuire al risanamento della finanza pubblica, ma ciò non deve avvenire a scapito dell’autonomia programmatoria degli Enti Locali.
Il Governo fissi gli obiettivi, ma lasci ai Comuni la libera scelta di individuare gli interventi per raggiungerli, in applicazione, tra l’altro, della recente sentenza della Corte Costituzionale, che ha sancito l’illegittimità dell’ingerenza dello Stato centrale nella pianificazione della spesa degli Enti Locali.
Certo i tagli ai Comuni sono più comodi, più facili e più sicuri se confrontati a coperture finanziarie aleatorie, come i tagli delle spese dei ministeri o le dismissioni; si capisce allora perché la manovra incida per più del 60% sugli Enti Locali quando questi incidono sulla spesa statale per il 30%.
Da parte di molti ministri del Governo si tenta di giustificare
questa mano pesante propagandando incessantemente il messaggio che
i Comuni hanno ampi margini di risparmio perché sono centri di spesa
allegra e di sprechi incontrollati.
E’ risibile pensare di eliminare gli sprechi togliendo le auto
blu che non esistono.
E’ offendere la dignità degli amministratori locali
dire che i Comuni sono spreconi; chi lo afferma non conosce la nostra
realtà oppure lo fa in maniera strumentale.
Se esistono situazioni patologiche ben individuate, si facciano
i nomi e si intervenga pesantemente, ma non si generalizzi per rispetto
delle migliaia di persone che coprono posti di responsabilità per
impegno civico e non per tornaconto personale.
Aggiungo che se il Governo vuol dare l’esempio può diminuire
le spese di rappresentanza che nel 2004 sono aumentate del 21% e
risparmiare 150 milioni di euro accorpando le elezioni politiche
del 2006 alle amministrative; ma ciò non accadrà, solo
per bassi calcoli elettorali.
In sintesi questa finanziaria porta un grave attacco al sistema
delle autonomie locali; essa è contraria alla visione che noi abbiamo
dello sviluppo della nostra comunità.
Siamo in una fase di evoluzione delle esigenze dei cittadini, per
cui cresce la domanda di servizi e invece rischiamo di dover tagliare
quelli esistenti, arrivando al paradosso di non poter spendere le
risorse che abbiamo.
Ricordo che ciò è in contrapposizione al dettato della
Comunità europea che impone invece un vincolo tra entrate
ed uscite e non un tetto di spesa.
A questo punto mi aspetto il solito ritornello: “tutti gli
anni vi lamentate e protestate, poi in qualche modo riuscite a farcela”.
Certo, perché noi siamo uomini e donne delle istituzioni rispettosi
delle leggi e la Finanziaria è una legge dello Stato.
Abbiamo però dovuto distribuire nel triennio opere pubbliche
che avrebbero potuto essere realizzate o iniziate nel 2006, non possiamo
assumere nuovo personale per far fronte alle funzioni trasmesse da
Stato e Regione senza alcuna copertura finanziaria, è impossibile
attivare nuovi servizi a beneficio dei cittadini.
Siamo comunque riusciti, con una oculata distribuzione delle risorse,
a mantenere qualità e quantità dei servizi erogati,
ma ciò non ci soddisfa perché siamo convinti che questi
dovrebbero aumentare e non restare uguali a prima.
Una comunità deve poter sempre migliorare; le pause di questa
evoluzione sono soltanto occasioni perse per tutti.
In questa situazione per certi versi frustrante c’è una
buona notizia per i cittadini vedanesi: per il secondo anno di seguito
la Giunta ha deciso di aumentare la detrazione ICI per la prima casa
portandola da 115 a 125 euro, mentre per le categorie protette essa
passa da 206,58 a 225 euro.
Ciò non è merito della finanziaria, come qualcuno superficialmente
potrebbe affermare, ma della capacità dell’Ufficio Tributi
di scovare evasori totali e parziali, contribuendo così all’aumento
del gettito ICI.
Ed è merito di una gestione oculata di tutte le entrate correnti se abbiamo potuto lasciare invariati i tributi comunali, riuscendo anzi ad azzerare la tassa per i passi carrai.
Credo sia chiaro a tutti che anche dopo dieci anni di governo del
paese rimane inalterata la nostra volontà di perseguire il
bene della Comunità Vedanese.
Desidero a questo punto ringraziare le istituzioni, gli impiegati
comunali, le associazioni e quanti collaborano con gli assessori
e con me per raggiungere questo obiettivo.
IL SINDACO
Ing. Ippolito Ottone
